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Comune di Buguggiate

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Comune di Buguggiate
Cenni Storici

Analogamente a quanto riscontrato dagli scavi in altre località del comprensorio varesino (Isolino, Angera), con il progressivo ritiro dei ghiacciai e il lento ricostituirsi di condizioni ambientali più favorevoli, lungo il bordo del lago di Varese, in ridenti vallate circondate da rilievi collinari, adatte all'allevamento in cattività di bestiame, cominciarono a stabilirsi degli insediamenti umani. Nel breve volgere di alcuni secoli, si passò alla domesticazione degli animali, che comportò la fine del nomadismo e la fissazione delle dimore, ossia il passaggio da pastorizia errante ad allevamento stanziale. La sedentarietà favorì l'inizio di pratiche agricole.

E' molto probabile che sul bordo del lago, sui terrazzamenti e nelle vallette dell'odierno territorio di Buguggiate ci siano stati, all'epoca, insediamenti simili.

Non conosciamo nulla di quei lontani primi compaesani. Dai reperti visibili all'Isolino sappiamo soltanto che già nel Neolitico e specialmente nell'età del bronzo abitavano in capanne costruite con legno e canne, erette su palafitte in terreni paludosi. Praticavano caccia e pesca, erano in grado anche di gestire l'allevamento di bestiame e probabilmente conoscevano anche rudimenti di coltivazione di vegetali. Con lo scorrere dei secoli, cominciarono a trasferirsi sulle alture, probabilmente a causa della malaria.

Molto più tardi, in epoca storica, sappiamo essere esistiti insediamenti di popolazioni celte, quelle che i Romani trovarono al momento del loro ingresso nell'Italia settentrionale, e chiamarono Galli.

Queste popolazioni hanno lasciato scarsissimi influssi. Reminiscenze dei loro linguaggi restano nei dialetti locali.

A partire dal II° secolo a. C. i Romani stabilirono nella nostra zona degli accampamenti fortificati per le loro legioni, che qui avevano l'abitudine di svernare, in attesa di riprendere le campagne di conquista o di difesa nella Gallia, in Helvetia e in Germania.

Nel Medioevo, esistevano ancora centinaia di questi siti romani fortificati. A questo proposito, nei secoli è stata tramandata la notizia che nel nostro territorio alcuni contadini trovarono alcune "anticaglie" tra le quali un'armatura di soldato romano, che fu giudicata risalire all'epoca dell'imperatore Teodosio ( IV° secolo d. C.). Una piccola ara romana incorporata nella facciata della Chiesa parrocchiale fa pensare a una presenza romana anche in Buguggiate.

Nel IV° secolo d. C. , l'indebolimento dell'Impero Romano consentì una serie continua di scorrerie di orde barbare, che certamente recarono gravi danni al tessuto residenziale allora esistente. Infine, nel 568 d. C., giunsero dalla Scandinavia i Longobardi i quali, dapprima con duro e spietato dominio imposero la loro organizzazione sociale e politica, poi progressivamente finirono per assimilare parte della cultura e delle leggi latine.

Il loro dominio finì nel 774 d. C. quando furono sconfitti dai Franchi, nuovi dominatori del territorio.

Un lascito in un testamento ci informa che nell'anno 850 Scaptoaldo, figlio di Vinifredo, residente a Sumirago, donò alla sorella Giselberga terreni siti in Buguggiate.

Molto scarse e frammentarie sono le notizie riguardanti Buguggiate nell'Alto Medioevo.

Tra il 1100 e il 1300 Buguggiate fu parte, con altre castellane (Biumo superiore, Biumo inferiore, Castronno,Cartabbia, Giubiano, Bosto e Cascina Mentasti) del Comitato di Seprio e ne seguì le sorti.

Con certezza si conosce che fin da tempo remoti la Prepositura di Varese possedeva nella zona fondi e diritti di proprietà, quasi sempre derivati da donazioni e lasciti,  provenienti prima da proprietari terrieri e successivamente da signori Longobardi e Franchi. Ancora nel 1100 - 1200 il Capitolo di Varese esercitava un'attrazione notevole che favoriva la cessione di beni a suo favore.

Tuttavia, sulla compagine ecclesiastica varesina e dell'intera diocesi si estendeva la vigile autorità del vescovo di Milano.

E' quasi certo che la piccola comunità di Buguggiate abbia passivamente subito le vicende politiche e militari del libero Comune di Varese. Tra il 1117 e il 1158 Varese affiancò il Comune di Milano nella lotta contro l'impero tedesco, e la vittoria di Milano e dei suoi alleati ne rafforzò il prestigio. Fu Milano ad instaurare presso le Comunità la figura del Console, con funzioni di giudice.

Pochi anni dopo (1157 - 1158) il Comune di Varese si unì ai Sepriesi diventando alleato dell'Imperatore Federico Barbarossa. L'esercito tedesco sconfisse i Milanesi e distrusse la città di Milano. Tuttavia, nel 1176 la Lega Lombarda, in una memorabile battaglia presso Legnano, costrinse alla fuga l'imperatore. Fu firmata nel 1183 una pace a Costanza, in virtù della quale i Milanesi ottennero libera giurisdizione su gran parte della Val Bossa.

Nel 1251 i Visconti, una famiglia nobile di Milano, entrarono in Varese e ne divennero i Signori, poi, dopo una lotta pluridecennale con i Torriani, furono riconosciuti Signori anche in Milano. Nel 1287 Ottone Visconti rase al suolo Castelseprio, ancora in lotta per la sua indipendenza. Da quel momento Varese diventò capitale della Repubblica Superiore del Contado e sede di Vicariato.

Nel marasma dell'indeterminatezza degli obblighi e dei doveri dei Signori locali verso i Visconti l'arcipretura di Varese rappresentò in quei tempi un punto fermo di riferimento per le popolazioni locali, anche attraverso il legame costituito dalle proprietà e dai diritti che essa puntualmente rivendicava di tanto in tanto. Nel 1237, in sede di valutazione dell'estimo generale e di revisione del catasto e in documenti del 1264 e del 1293 la Prepositura di Varese confermava le sue proprietà immobiliari anche in Buguggiate, con lo scopo di evitare rivendicazioni di proprietà da parte di affittuari o di coloni.

I Visconti, e poi gli Sforza, instaurarono una "Cancelleria" e una "Camera del Signore" che controllavano la tesoreria e l'amministrazione. La moneta del Ducato di Milano era la Lira milanese, costituita da 10 soldi, e ogni soldo era diviso in dodici denari.

Base della tassazione era il cosiddetto Estimo, una imposizione fiscale proporzionale alle capacità finanziarie, presunte e non reali, dei cittadini. Inoltre, esistevano dazi sul vino, sulle carni, sulle ferrarecce, sul sale, sulle bollette (ossia l'obbligo di fare bollare la corrispondenza in partenza ed in arrivo).

Sotto il dominio degli Sforza, furono instaurati tributi fondiari, sotto forma di tassazione sui raccolti (per esempio, 45 soldi ogni brenta di vino, 3 soldi ogni moggio di frumento, segale e miglio, 1 soldo ogni moggio di fave o fagioli).

Il 1°Giugno 1409, con altre castellane della Val Bodia, Buguggiate diventò parte di un feudo donato dal Ducato di Milano a Faino Cane, capitano di ventura. Dopo la mortedell’ultimo degli Sforza, Ludovico detto il Moro, i Francesi, suoi alleati, occuparono il Ducato in nome del loro re, Luigi XII°. Costui, attratto da altre vicende politiche e militari, poco si curò della Lombardia e consentì agli Svizzeri di scendere in Italia, saccheggiare Varese e bruciare Gallarate.

Una "Lega Santa" organizzata da Papa Giulio II° allontanò gli Svizzeri e permise una fugace restaurazione di Francesco II° Sforza.

Alla morte di costui senza eredi il condottiero spagnolo Antonio De Leyva inviato dall’imperatore Carlo V° Re di Spagna sconfisse il Re di Francia Francesco I° e conquistò il governo del Ducato di Milano. Da quel momento iniziò una dominazione spagnola che durò circa 150 anni. La lontananza dei sovrani favorì una serie infinita di sperperi, corruzioni, abusi ed angherie. Tasse ed imposte divennero esorbitanti: il carico fiscale aggravò la miseria già imperante nelle campagne. Gran parte degli addetti ai lavori agricoli coltivava terreni presi in affitto, generalmente con l'onere di consegna di un terzo dei raccolti. L'estimo fondiario si basava sul numero delle famiglie e sul reddito agrario presunto, e non su quello realmente conseguito.

A quei tempi era molto diffusa la cerealicoltura: frumento, granoturco, segale, miglio. Nella nostra zona si coltivava la vite sui terrazzamenti, chiamati "ronchi", e cominciava a comparire la bachicoltura basata sulle foglie di gelso.

Il catasto di Varese del 1558 riporta un’indicazione: "Buguzà con Herbamolo".

Nel 1707 i Francesi, subentrati agli Spagnoli, abbandonarono agli Austriaci tutto il Ducato di Milano.

Cominciò, così, il dominio dell'Impero Austriaco, prima con Carlo VIII° e poi con l'imperatrice Maria Teresa, che terminò quando il generale Napoleone Bonaparte entrò in Milano il 15 Maggio 1796 e successivamente proclamò la nascita della Repubblica Cisalpina, poi trasformata in Repubblica Italiana, della quale lo stesso Napoleone era il Presidente. Nel 1805 cessò la repubblica e fu instaurato il Regno d'Italia: naturalmente, il  Re era lo stesso Napoleone.

Nel corso di varie ristrutturazioni amministrative di quel periodo, nel 1809 la comunità di Buguggiate fu fusa con quella di Gazzada nel Comune di Gazzada. E nel 1812 entrambi i Comuni furono aggregati con Gurone e Schianno a quello di Bizzozero, che arrivò a contare 2155 abitanti con un estimo di 89.000 lire Italiane.

Nel 1815 la definitiva scomparsa dalla scena mondiale di Napoleone portò alla restaurazione del dominio austriaco.

Nel 1859, gli eserciti italiano e francese sconfissero il potente esercito dell'Impero austriaco e tutta la Lombardia entrò a fare parte del Regno d'Italia.

Da allora la nostra comunità  visse i destini comuni fino ai nostri giorni.